Dedicato a Girolamo Marcello

Una volta ho navigato qui anche in inverno
dall'egitto, conteggio, che sarò incontrato
su un terrapieno affollato con una moglie in pelliccia
e in un cappello con un velo. Comunque per conoscermi
lei non è venuta, e due vecchi cagnolini
con denti d'oro. Ospite americano
mi ha spiegato più tardi, e se viene derubato,
i cagnolini lo lasceranno ridurre
per la prima volta, i conti si incontrano.
Ho accettato e ho riso.

L'argine sembrava infinito
e deserta. Inverno, ultraterreno
la luce ha trasformato i palazzi in porcellana
e la popolazione in quelli, chi a lei
esita a toccare.
A proposito di nessun velo, su qualsiasi cappotto
non c'era discorso. L'unico trasparente
la cosa era aria e rosa, pizzo
tenda in albergo "Meleagro e Atalanta",
dove già allora, undici anni fa,
potrei, sembrerebbe, indovina,
qual è il futuro, ahimè, già
è arrivato. Quando una persona è sola,
lui è nel futuro, perché è capace
andare d'accordo, a sua volta,, senza cose supersoniche,
snella, tiranno deposto,
statua crollata. Quando una persona è infelice,
lui è nel futuro.
Adesso non lo divento
più in una stanza d'albergo a quattro zampe,
imitando mobili e proteggendoli
proprie massime. Ora muori di dolore,
Ho paura, significherebbe morire
tardi; ma a loro non piacciono quelli che sono in ritardo
esattamente in futuro.
L'argine brulica
adolescenti, chiacchierando in arabo.
Il velo si è trasformato in una rete di voci,
successivamente trasferito nella rete delle rughe,
ei cagnolini sono stati a lungo inghiottiti dal loro cane Auschwitz.
Non vedere il proprietario. sembra, cosa è sopravvissuto
solo io e l'acqua: visto che anche lei
nessun passato.

1988

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Joseph Brodsky
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